Del federalismo integrale o contrattualismo

pubblico di seguito documento scaturito dall’ultimo convegno del movimento federalista di Paolo Bonacchi che sinteticamente chiarisce il concetto di FEDERALISMO INTEGRALE O CONTRATTUALISMO che domenica scorsa a Ferrara ho proposto quale modello fondamentale di riforma delle nostre istituzioni che consenta l’ampliamento di questrumenti di sovranità popolare dei quali abbiamo domenica saggiato una preziosa sintesi

CAMAIORE, 28 NOVEMBRE 2011

1 – Noi riteniamo gli uomini nati tutti uguali e dotati di alcuni diritti naturali e inalienabili, quali la vita, la libertà e la ricerca del benessere. ! Allora, se siamo nati tutti uguali nessuno è schiavo di qualcun altro; ne discende che ognuno è libero; e se è libero, è padrone di sé stesso e padrone del proprio lavoro, padrone di tutto ciò che produce. Anzi è proprio la proprietà di sé e di ciò che produce, che lo fa libero. Ne consegue che un uomo libero può cedere parte delle proprietà in due maniere: o stipulando un contratto di compra-vendita con un acquuirente, o per un atto di generosità, regalando a chi come e quando gli pare parte della propria ricchezza.

! C’è una terza possibilità per fargli cedere la proprietà: con un atto di violenza banditesco, e contro la sua volontà, lo si obbliga a cedere una parte più o meno grande della sua proprietà.

2 – Ora, vediamo in quale rapporto NOI stiamo con le Istituzioni.

! Le Istituzioni sono state create per organizzare, razionalizzare e ottimizzare una convivenza civile delle Comunità da cui emanano. Le Istituzioni non producono niente né possiedono alcuna ricchezza; tutto ciò che possiedono proviene dal prelievo forzoso dalle tasche dei Produttori di Ricchezza, i cosiddetti lavoratori, di- pendenti e indipendenti (agricoltori, artigiani, commercianti, imprenditori, operai, professionisti). !

! Noi ci domandiamo se la sottrazione di ricchezza che le Istituzioni impongono ai Produttori di Ricchezza (i lavoratori), sia conseguente a un contratto di compra-vendita o a un atto di generosità dei lavoratori. ! Ricordo in proposito che un contratto tra una Comunità di persone e le persone che la compongono, si stipula mediante l’approvazione di una Carta costituzionale, o Costituzione, o Statuto, liberamente votata a maggioranza con una votazione democratica in cui ogni testa ha diritto a un voto.

3 – Allora: mi pare si possa scartare l’ atto di generosità salvo qualche caso eccezionale; come si può scar- tare che, dalla nascita di questo Stato nel 1861, gli abitanti nel suo territorio abbiano MAI stipulato un con- tratto di compra-vendita con una qualche Istituzione. ! Noi, o i nostri avi, non abbiamo MAI stipulato un contratto. Non con la monarchia costituzionale, imposta da un re straniero non a voti ma a fucilate; non con la monarchia fascista imposta con altrettanta prepotenza; ma nemmeno con la Repubblica, imposta dai vincitori della II guerra mondiale. Nel 1946 fu eletta una Costi- tuente secondo regole imposte al Popolo. In ogni caso «La cosiddetta ‘Costituente’ era un’assemblea REDIGENTE, non DELIBERANTE» (E.Trentin). Fatta la Costituzione (sotto la guida di De Gasperi, Togliatti, Nenni e Salvatore Lucania detto Lucky Luciano), si passò all’elezione dei parlamentari senza che la Costituzione fosse sottoposta all’approvazione del Popolo e nello stesso clima fazioso ingenerato da partiti onnipotenti in ogni campo…

4 – Così si è andati avanti fino a oggi. Senza alcuna revisione della Costituzione, senza alcun aggiornamento, salvo qualche articolo marginale, e il MONDO IN QUESTI ULTIMI SESSANT’ANNI NON SI E’ FER- MATO MAI UN MOMENTO, ED E’ TALMENTE CAMBIATO DA RISULTARE IRRICONOSCIBILE (si pensi che la Costituzione Svizzera negli ultimi 130 anni ha subito, ben 48 tra revisioni, aggiornamenti e cor- rezioni.)

! Così si è andati avanti fino a oggi. Tutti i Comuni si son dati i loro bravi Statuti. Ma NESSUNO, di questi Statuti, è stato mai sottoposto all’approvazione del Popolo. ! 40 anni fa si istituirono le Regioni, ciascuna col suo bravo Statuto, e ancora NESSUNO, di questi Statuti, è stato mai sottoposto all’approvazione dei vari Popoli.

! Ci hanno trascinato, è proprio il termine adatto, ci hanno trascinato nell’Unione Europea senza chiedere nessun parere al Popolo, ma firmando per noi un fottìo di trattati da prender con le molle e il cui effetto è sot- to gli occhi di tutti 5 – Si può quindi concludere che la ricchezza provenuta e provieniente alle Istituzioni, non è frutto di un con- tratto di compra-vendita (il Popolo contratta a suon di votazioni), né di generosità, ma esclusivamente frut- to di rapina… Il Popolo è sempre stato escluso da qualsiasi scelta in qualsiasi materia, né ha mai potuto esprimere indirizzi di sviluppo in un senso piuttosto che un altro. La Politica è sempre stata, dal 1861,

nelle mani di autoreferenti rappresentanti del popolo, che poi sono solo i rappresentanti di Associazioni atipi- che e anomale in cui emergono a gomitate, col permesso delli Superiori. Al contrario di quanto avviene in ogni società a gestione normale, in cui il CdA, espresso dai Soci proprietari, indica l’indirizzo politico poi realizzato dai rappresentanti; nella nostra Società avviene il contrario: i rappresentanti la fan da padroni, e il CdA, e i Soci proprietari, cioè il Popolo, lavorano, pagano e crepano, senza poter dire o fare nulla…

! Concludendo: quindi è vero che le Tasse sono un furto ed evaderle è legittima difesa.

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