Hera-PD, come prima, più di prima, ti amerò!

Ieri in cosiglio comunale abbiamo assistito alla solita scena gattopardesca del PD,  e cioè del cambiare tutto per non cambiare niente e lasciare le cose come sono.
Sulla questione dell’acqua pubblica abbiamo ascoltato tutto e il contrario di tutto  ma con un unico filo conduttore, lasciare nella sostanza le cose come stanno.

Appare ora chiaro che per il PD il referendum sull’acqua è stato un treno su cui  salire per rivitalizzare la sua sostanza politica destinata allo sfacelo insieme a quella della PDL.

Adesso nelle fila della maggioranza sta iniziando quel lento lavoro di recupero delle posizioni finto-liberiste.
E che altro rappresenta una società per azioni posseduta in maggioranza da istituzioni  pubbliche se non una blindatura politica delle poltrone che offre in una chiave finto-filo-liberista-mercantista?

Almeno nelle municipalizzate i consigli di amministrazione si possono controllare  tramite il mandato elettorale e ogni voto vale uno. Nelle società per azioni invece serve la maggioranza delle azioni per cambiare il consiglio di amministrazione, cosa ben più difficile e complicata di un semplice mandato elettorale.

A poco è servito snocciolare cifre sulla redditività del ramo acqua per Hera e della diversa destinazione che avrebbero gli utili ottenuti se a gestire il Servizio Idrico Integrato fosse una società di diritto pubblico, piuttosto che una s.p.a.: nel primo caso infatti l’obbligo di pareggio di bilancio imporrebbe il reinvestimento oppure la riduzione delle tariffe, nel secondo caso invece quello che succede ora, tariffe in continuo aumento, investimenti in continuo calo, e il notevole  margine da distribuire ai soci.

I nostri amici consiglieri non ci sentono, evidentemente le telefonate dei “compagni”  seduti nelle comode e ben remunerate sedie del consiglio di amministrazione di Hera e delle sue tante società satelliti, erano talmente assordanti da provocare una speriamo temporanea perdita di udito.

Ma finchè ci sarà qualcuno che in buona (o cattiva) fede crede che i soldi per gli investimenti nella rete di distribuzione per evitare le alte perdite e di conseguenza abbassare le tariffe, li possano raccogliere solo i privati tramite prestiti delle banche i casi sono due: o non si conosce la situazione economica generale o si conosce a tal punto che diventa questione di vita o di morte lasciare vivere Hera nella sua posizione di monopolio.

Noi del Movimento 5 Stelle ci batteremo sempre contro chi vuole fare profitto con l’acqua, il bene pubblico più preziozo per la vita.
State sintonizzati cittadini.

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