Come introdurre strumenti di democrazia diretta nello statuto del vostro Comune Scritto da Paolo Bonacchi presidente dell’Unione Federalista, con contributi di Enzo Trentin, vicepresidente, Giacomo Consalez, vice segretario, e Giancarlo Pagliarini, segretario, Unione Federalista © Unione Federalista – 2011 In Italia, la classe politica è autoreferenziale. Con il voto, politico o amministrativo, essa riceve una delega in bianco dai cittadini e, in moltissimi casi, utilizza questa delega solo per servire i propri interessi di partito o clientela, sacrificando gli interessi della cittadinanza. A livello locale, esistono leggi che consentono la modifica di statuti e regolamenti e l’introduzione di strumenti referendari, che consentirebbero ai Cittadini di modificare o abrogare delibere prese dal consiglio comunale e provinciale e di promulgare nuove delibere. Attraverso il referendum comunale, i Cittadini potrebbero esercitare un effettivo controllo in corso d’opera sulle decisioni prese dai loro rappresentanti, costringendo questi ultimi a fare i conti con la cittadinanza e non solamente con le proprie logiche di potere. In questo opuscolo descriviamo le procedure che 1 permettono di avviare la riforma dal basso, dagli statuti e regolamenti comunali, introducendo il referendum di iniziativa popolare deliberativo senza quorum per la validità del risultato, come strumento per restituire ai cittadini la sovranità che i partiti hanno loro sottratto illegittimamente. A questo scopo, il Cittadino deve inoltrare al sindaco una Petizione. La Petizione può essere firmata da una singola persona avente diritto al voto (come da Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” – Articolo 8, Partecipazione popolare, Comma 3), oppure da un Comitato di cittadini costituito a tale scopo. Tali comitati, in quanto libere associazioni politiche, non necessitano di alcuna registrazione. Questa ultima modalità conferisce maggiore forza all’iniziativa. Il sindaco del Comune ha l’obbligo di sentire il Consiglio comunale e di rispondere alla Petizione entro 60/90 giorni dalla sua presentazione. Questo costringerà l’intera amministrazione comunale a pronunciarsi sull’obbiettivo primario della Petizione: la sovranità dei Cittadini, facendo venire allo scoperto i politici sulla condizione essenziale della Democrazia. In altri paesi, quali Svizzera e California, l’intervento dei Cittadini nella gestione della cosa pubblica ha 2 costretto la politica a fare direttamente i conti con i loro interessi sui FATTI LIMITATI e DEFINITI, e non solo con quelli delle oligarchie e dei centri di potere che della politica si nutrono. L’Unione Federalista rivendica la paternità di quanto segue come patrimonio di un comune sentire, indipendentemente dai colori assunti nel passato e dell’appartenenza di tutti coloro che si riconoscono nei principi del vero Federalismo che indica nelle scelte del Cittadino sovrano, e non nei consigli o nel parlamento, l’artefice del successo (o dell’insuccesso) di una comunità locale e di un intero popolo. Il file della Petizione necessario per la stampa e per la raccolta delle firme per la presentazione della richiesta al sindaco può essere richiesto a Unione Federalista: email: da chi chiunque sia interessato e seriamente intenzionato a portare avanti questa iniziativa nel proprio Comune. Come procedere per avviare la riforma dello statuto comunale Di seguito elenchiamo in forma schematica i passi da seguire. 3 · La prima cosa da sapere è che l’elaborazione e la modifica degli statuti dei Comuni italiani sono di esclusiva competenza dei singoli consigli comunali. · È necessario procurarsi lo statuto del proprio Comune di residenza e il regolamento applicativo (ove esiste). Il Comune ha l’obbligo di fornire entrambi i documenti. Spesso, questi, si trovano nei siti internet degli enti locali. In caso di rifiuto (rarissimo ma possibile), presentare una domanda scritta al sindaco e per conoscenza al prefetto. · Sebbene la carta europea della autonomie locali riporti chiaramente che le Petizioni possono essere presentate da cittadini singoli o associati, è preferibile farle sottoscrivere dal maggior numero possibile di cittadini aventi diritto al voto residenti nel Comune in cui si presentano. · Leggere con cura lo statuto del Comune, selezionando i principi generali che si riferiscono alla partecipazione dei cittadini alla vita della comunità, e gli articoli che prevedono la petizione, le proposte e il referendum. · Indicare nella Petizione, firmata dai Cittadini e da presentare al sindaco perché la sottoponga al consiglio comunale, gli articoli di riferimento 4 dello statuto (es.: art 3 – Principi) a cui ci si riferisce, o che si propone di modificare. · La Petizione può essere presentata anche da un consigliere comunale che ne condivida lo spirito. In questo caso, essa è trasformata in Proposta di delibera consiliare. · La stessa Petizione, con le indicazioni di cui sopra, e sempre consultando prima lo statuto cui ci si riferisce, può diventare: Proposta di delibera d’iniziativa popolare. · Per la raccolta delle firme si suggerisce di fare dei banchetti in occasione dei mercati, delle feste e delle manifestazioni di qualsiasi tipo. · Si ricorda che i banchetti devono essere autorizzati comunicando per iscritto al comando della polizia municipale il luogo in cui il banchetto sarà effettuato, la data e l’ora di inizio e di fine e giustificandolo con la dicitura “raccolta firme per la presentazione al sindaco di una petizione popolare” oppure ”proposta di delibera d’iniziativa popolare”. · Ricordarsi di portare sempre con sé ai banchetti la lettera di autorizzazione della polizia municipale. · All’atto della firma della Petizione da parte dei cittadini residenti, indicare nella domanda gli estremi della carta di identità o di documento legale che indichi il luogo di residenza e la data ed il luogo di nascita. 5 · Tenere presente che molti Comuni si sono già dotati di uno strumento referendario, ma che questo è indicato nello statuto come “abrogativo”, “propositivo”, “consultivo” o similari, in modo da lasciare sempre agli eletti l’ultima parola o porre ostacoli alla sua esecuzione col preciso scopo di sottrarre ai Cittadini la possibilità di ricorrere alla consultazione popolare. Non lasciatevi ingannare: un referendum così definito è inteso a disattendere il pronunciamento dei Cittadini sovrani per dare di fatto l’ultima parola ai governanti locali. ·
Il deposito del documento contenente la Petizione e le relativa firme va fatto all’Ufficio Protocollo del Comune di ………………, avendo cura di farsi timbrare una copia con gli estremi dell’iscrizione a protocollo.
Di seguito, forniamo al lettore un esempio di PETIZIONE.
6 Testo della Petizione:
[Località]………….. Data ………….. Al sindaco del Comune di …………………………. E p.c. ai membri del consiglio comunale Petizione Ai sensi dell’art. ….. Dello statuto del Comune di ……………………….. tesa ad attivare l’iniziativa degli organi del Comune su questioni di interesse collettivo a norma dell’art…..….dello statuto comunale. Oggetto della Petizione: Modifiche statutarie per la realizzazione di forme di Autogoverno e di Democrazia diretta equilibrata con la Democrazia rappresentativa, in armonia con la Carta Europea delle Autonomie Locali, con la legge 8 giugno 1990, n°. 142, denominata “Ordinamento delle autonomie locali” e con la legge 6 agosto 1999 n°. 265 art. 3 comma 3 e l’art. 8 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, . 8, comma 3. Premesso: · che la sovranità del popolo preesiste allo stato 7 e che lo stato italiano, in tutte le sue articolazioni (Comune di……….. compreso), appartiene ai Cittadini e non ai loro rappresentanti politici; · che a conferma di ciò l’art. 1, comma 2 della costituzione sancisce: “la sovranità appartiene al popolo…”,e che i “limiti” di cui al secondo comma dell’art 1, al momento della discussione della bozza di costituzione nel 1947 erano riferiti alla forma democratica e repubblicana dello stato, non alla “sovranità popolare”; · che appartenendo la sovranità delle istituzioni, a qualsiasi livello dello stato ai Cittadini, sovrani per diritto naturale inviolabile, imprescrittibile ed inalienabile, gli eletti a governare la comunità hanno sempre il dovere di uniformarvisi qualunque essa sia; · che in un assetto federale della forma di stato, democrazia diretta e democrazia rappresentativa devono trovare il loro punto di incontro e di equilibrio nelle formazione, nella deliberazione e nella legittimazione della legge da parte dei cittadini e che pertanto ad essi dev’essere sempre riconosciuto il potere di iniziativa di fare modificare, o abrogare la legge e gli atti aventi valore di legge, nella libertà e nella diversità di opinioni e di scelte, per il bene comune e senza assurdi ed ingiustificati vincoli 8 burocratici; · che i recenti risultati dei referendum popolari (giugno 2011) hanno chiaramente indicato la volontà del popolo italiano di non identificarsi più nelle scelte e nelle decisioni dei rappresentanti fatti eleggere dai partiti attualmente presenti in parlamento, in quanto nel passato tale organo ha violato i risultati di molti referendum popolari voluti dai cittadini; · che il quorum della partecipazione al referendum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto per la validità del risultato, previsto dalla costituzione e dallo statuto del Comune di …………….., conferisce ai non partecipanti al referendum il potere giuridico di invalidare la volontà della maggioranza dei partecipanti, tradendo con ciò i due principi fondamentali della democrazia che sono la partecipazione e la scelta personale del voto sui fatti e non solo sulle persone; · che tutti i partiti si dichiarano oggi favorevoli all’introduzione di un’organizzazione federale dello stato italiano e che sulla base della dottrina di tale forma di stato e di governo, la legge e gli atti aventi valore di legge possono essere legittimati solo dalla sovranità popolare che si manifesta direttamente attraverso i referendum deliberativi e legislativi senza quorum, come autogoverno dei cittadini; 9 · che il principio fondante del federalismo è la contrattualità politica dei rapporti fra cittadini e fra questi e le istituzioni; · che la legge dello stato e degli enti locali deve essere, per questo, un effetto della volontà della maggioranza degli aventi diritto al voto (sovranità); · che la sovranità popolare è un diritto naturale della persona che non può essere alienata, limitata, violata o disattesa dagli organi rappresentativi, e che pertanto il popolo può delegare loro solo la parte minore della sovranità, restando sempre libero di modificare le regole della delega; altrimenti il sovrano non è più il popolo, ma altri, essendo la sovranità dei Cittadini un principio che non ammette deroghe; · che all’Art. (“Principi generali”, o altro come “partecipazione“, ecc.) dello statuto, l’art.”……, recita testualmente: (inserisci quanto indicato in questo articolo dello statuto) ………………….; · che agli articoli dello statuto concernenti l’iniziativa popolare e le consultazioni popolari, mediante referendum (artt. ……..) Sanciscono testualmente (inserisci quanto indicato dagli articoli relativi a quanto può essere utile agli effetti della giustificazione della petizione o proposta); 10 Considerato · che a distanza di oltre………………anni dall’approvazione dello statuto del Comune di …………… da parte del consiglio comunale (citare la data), mai sottoposto all’approvazione o rifiuto dei cittadini aventi diritto al voto, niente è sostanzialmente cambiato nello statuto per permettere loro, in quanto titolari della sovranità delle scelte che incidono sulla loro vita, di deliberare direttamente senza l’intermediazione del consiglio; · che il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, modifica la precedente normativa sui referendum, non specifica più in modo restrittivo il tipo di referendum che deve essere previsto nello statuto comunale, Noi Sottoscritti cittadini del Comune di…………………, in considerazione delle osservazioni sopra esposte e delle leggi indicate, con la presente Petizione (o Proposta di delibera), Chiediamo: che nello statuto del Comune di ………………. venga 11 introdotto l’istituto del referendum deliberativo di iniziativa popolare senza quorum per la validità del risultato, e che l’iniziativa referendaria possa essere esercitata dai Cittadini sovrani per tutte le materie di competenza comunale, comprese quelle fiscali e le altre eventualmente escluse nel precedente statuto (art. ….) in quanto palesi violazioni del principio inviolabile della sovranità popolare su tutti gli aspetti della vita sociale e politica. Chiediamo inoltre che in seguito alla presente modifica statutaria, se approvata, il Consiglio comunale non possa deliberare contratti aventi per oggetto spese attinenti al tema oggetto di iniziativa popolare di referendum, nel periodo che intercorre fra richiesta di referendum e la definitiva dichiarazione dei risultati della consultazione. in fiduciosa attesa di una sua cortese comunicazione. Per il comitato promotore della petizione, firmano: ………………………………………………………… Mittente …………………………………………….. Seguono le firme dei cittadini. Cognome, nome, luogo e data di nascita, comune 12 di residenza, estremi numerici del documento ………………………………………………………….. ………………………………………seguono firme Argomentazioni per la richiesta di modifica dello statuto comunale: · Il “quorum” della partecipazione del 50%+ 1 degli aventi diritto al voto per la validità del referendum, snatura il concetto di Democrazia che si basa sul governo diretto della maggioranza dei Cittadini sovrani e responsabili, che partecipano su un piano di parità alle scelte di governo (Autogoverno) e non sui non partecipanti, essendo il Comune di …….. una ASSOCIAZIONE DI CITTADINI SOVRANI. Il quorum del 50%+1 è chiaramente indicativo della volontà dei partiti di porre ostacoli ingiustificati all’accertamento della volontà della maggioranza dei Cittadini sovrani e responsabili che intendono partecipare al governo della Comunità, in quanto ASSOCIAZIONE giuridica volontaria, e non feudo di partiti. Il quorum per la validità delle consultazioni, del resto, non esiste per l’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali, né per le elezioni politiche o amministrative. Questo dimostra che quando si tratta di partiti e non di cittadini, si può 13 governare con percentuali di consenso inferiori al 50% degli aventi diritto al voto. Pretendere quindi un’affluenza del 50% + 1 dei votanti, affinché la consultazione referendaria possa considerarsi valida, equivale a conferire un ingiustificato potere giuridico ai non partecipanti al referendum stesso, il che, come dovrebbe essere noto ad ognuno, è il contrario dello spirito della Democrazia ed una palese violazione del libero esercizio di un diritto naturale costituzionalmente sancito dalla Costituzione che recita : “La Sovranità appartiene al popolo….”. · Circa la definizione del referendum di iniziativa popolare deliberativo senza quorum, si deve considerare che è stato introdotto nella Costituzione della Confederazione Elvetica sin dal 1848 e che è regolarmente tenuto ogni due anni nello Stato della California e in 22 States americani, fornendo prova di indiscussa partecipazione popolare, di stabilità politica e di utilità economica. · E’ necessario considerare che l’elettorato, prendendo coscienza che una piccola minoranza potrebbe incidere su deliberazioni importanti che lo riguardano, con molta probabilità si guarderebbe bene dal disertare le urne e diventerebbe maggiormente responsabile delle scelte compiute nell’interesse della collettività. · Il limite del 2% per la raccolta delle firme, se riferito ai partecipanti alle ultime elezioni comunali, sembra più equo che non quello previsto dallo Statuto del Comune, in quanto questo renderebbe di fatto possibili 14 solo i referendum presentati dai grossi partiti. Prevedendo la Costituzione italiana appena l’1% per l’indizione di un referendum abrogativo a carattere nazionale, similmente a quanto previsto dalla Costituzione svizzera (50.000 cittadini), (dove peraltro su una popolazione di sette milioni, appena 100.000 aventi diritto al voto hanno il potere di chiedere la modifica totale della Costituzione). · In Democrazia il voto non è la firma di una cambiale in bianco da parte degli aventi diritto nei confronti dei rappresentanti per la durata della legislatura, ma un mandato revocabile di rappresentanza in cui i Cittadini riservano per sé un potere maggiore di quello che conferiscono agli eletti (contratto politico o di federazione). Considerato poi che i cittadini eleggono, e pagano, un Sindaco e 40 Consiglieri comunali per delegare loro alcune decisioni, costoro non possono arrogarsi il potere di deliberare anche quando gli elettori, attraverso il referendum, intendono decidere da sé. · Infatti, se un referendum è abrogativo o consultivo o propositivo e lascia successivamente il dibattito e la conseguente votazione al Consiglio, questo, come ampiamente dimostrato a livello nazionale, può anche deliberare in senso opposto al risultato del referendum, violando la Sovranità popolare garantita dall’art. 1 comma 2 della Costituzione. · Ancor più importante: poiché i Cittadini che votano un referendum si trasformano, per quel progetto ed in quel momento, in legislatori (Democrazia = governo 15 del popolo), può esserci qualcun altro che dibatte e delibera, dopo di loro, su quell’argomento? · Sebbene non ci sia molta giurisprudenza in merito in Italia, un referendum “consultivo”, “propositivo” o “abrogativo”, può facilmente tradire lo spirito della Democrazia, permettendo di confondere la volontà della maggioranza dei Cittadini liberamente espressa, con un sondaggio della pubblica opinione, con un indirizzo, una indicazione da dare al consiglio comunale ed appare già di per sé una “singolarità giuridica” che esiste solo in Italia. · Va infine rilevato che, ratificando obbligatoriamente, i consiglieri, il risultato del referendum, formalmente la decisione è loro. Non si contravviene quindi a nessun dettame di legge. Soprattutto è fatto salvo anche il principio di “rappresentatività” così caro all’attuale ordinamento. Infatti, quale migliore modo di deliberare da parte dei rappresentanti dell’elettorato, se non in sintonia con quanto ha espresso la maggioranza del corpo elettorale stesso sui singoli FATTI della vita sociale. **** Questo libretto sarà aggiornato (open space) sulla base delle indicazioni che riceveremo da parte di chi presenterà le Petizioni per agevolare il lavoro di coloro che in futuro vorranno presentarle. Versione 1.3 – 4 luglio 2011 © Unione Federalista – 2011 16

