Questo è quello che avrei voluto chiedere ad ARPA, ed in parte ci riesco oggi, ma scopro anche una condizione inimmaginabile che devo assolutamente segnalarvi.
In qualità di accompagnatore, rappresentante del MoVimento 5 Stelle di Rimini, con una delegazione del comitato cittadini A14 Rimini, Carlo Baldantoni e Roberto Sampaoli, ad un incontro con A.R.P.A. E.-R. sede di Rimini, nella persone incaricate dello Staff Comunicazione, inizio il dialogo presentando lo stato di avanzamento lavori della terza corsia A14, nello specifico mi esprimo negativamente sullo scempio in atto del nostro territorio e sulle responsabilità di A.R.P.A. E.-R. In merito a tutto questo.
Inizio immediatamente citando lo statuto e mission di A.R.P.A. E.-R. presente sul sito regionale nella pagina del distaccamento di Rimini: «Missione di Arpa Emilia-Romagna è “Presidiare i controlli ambientali per la sostenibilità, la tutela della salute, la sicurezza del territorio, la valorizzazione delle risorse”…».
Mentre sto citando questo testo, vengo immediatamente interrotto dal Sig. Coltelli dello Staff Comunicazione di ARPA che mi spiega questo aspetto da una visione molto più interna e vicina alla sua realtà: lo statuto di A.R.P.A. E.-R. lo conosce molto bene, ma questa è la teoria e, al contrario, la pratica impedisce di fatto ad A.R.P.A. E.-R. di prendere iniziative e di intervenire su qualunque questione del territorio, senza la preventiva chiamata e incarico formale di intervento, ben delineati su attività e modalità. Ritengo questo non corretto, almeno non dopo aver letto l’obbligatorietà di intervento di ARPA descritta sull’Accordo di Programma 2001, comunque procediamo con i discorsi e denunciamo ad ARPA la nostra indignazione per l’assoluto scarico di responsabilità.
Dopo le richieste ad ARPA sulla motivazione della mancata tutela ambientale, presentate da parte dell’architetto Sampaoli e supportate dai documenti di Valutazione di Impatto Ambientale*, ancora scosso per la scoperta di cui sopra che mi sconvolgeva enormemente ho cercato comunque di approfondire la questione, a parer mio eccessivamente semplicistica come riportata dal Sig. Coltelli, perciò sono andato a scavare nelle svariate possibilità di intervento di ARPA con esempi territoriali avvenuti in passato e citati sui media. Ma ne è comunque emerso che qualunque questione analizzata da ARPA in passato, sia sempre stata attivata su esclusiva richiesta, tramite chiamata diretta degli enti preposti al controllo ambientale ( Ministero dell’Ambiente tramite sede centrale ARPA E-R, Comune, Provincia, Regione ), eventualmente a seguito di denunce, esposti, o segnalazioni di cittadini.
Di questo mi ero appena ripreso, quando, come un sasso all’improvviso, sono venuto a conoscenza della peggiore ipotesi auspicabile con l’attuale situazione dei lavori sulla A14 e del controllo ambientale: A.R.P.A. sede di Rimini non ha nessun incarico formale da parte della Regione Emilia-Romagna, ne dalla sede centrale di ARPA E-R, quindi neppure dal Ministero dell’Ambiente o beni culturali ed ambientali, ne dalla Provincia di Rimini, ne dal Comune, su nessuna rilevazione o intervento, né nulla di programmato e avviato e neppure previsto ( contrariamente a quanto per logica ci si aspetterebbe ). Questo nonostante quanto concertato sui documenti ministeriali degli estratti di progetto*, i V.I.A.*, i Decreti*, dove viene citata più volte l’autorità di A.R.P.A. su verifica, analisi e controllo.
Quindi, chi sta controllando il lavoro di allargamento dell’A14? Chi sta tutelando i cittadini da eventuali errori delle società incaricate, inquinanti nei terreni biologici, sbancamenti su territorio sottoposto a tutela del ambiente paesaggistico, inquinamento acustico, eccessivo traffico di camion per sversare montagne da un lato all’altro dei due cantieri a lato dell’A14, relativo eccesso di inquinamento rispetto ai precedenti rilevamenti nel nostro territorio effettuati dalle centraline di ARPA, ecc. ecc..
La risposta giunge gradatamente ma inequivocabilmente.
Ebbene, siediti…
Sei seduto/a?
Sai chi controllerà Autostrade S.p.A.?
La risposta è Autostrade S.p.A..
Saranno loro gli unici responsabili del monitoraggio ambientale per tutta la durata del progetto e dopo la fine lavori, proprio al contrario di quanto menzionato sui decreti*, dove chiaramente è scritto che responsabile del monitoraggio «prima, durante e dopo» è ARPA.
Ancora una volta scopriamo che il controllato è anche il controllore.
Mentre scriviamo scopriamo che pure nella regione Marche abbiamo lo stesso modus operandi.
Non dubitiamo che società Autostrade e le aziende sub appaltatrici, tuteleranno l’ambiente e il territorio proprio come tutelano i loro stessi dipendenti, questo in virtù degli enormi interessi in gioco che, a quanto ci è dato sapere, sono talmente alti che le squadre di tecnici ed operai ricevono incentivi enormi quando riescono a rispettare i tempi se non addirittura anticiparli. Infatti ad oggi risulta essere avanti di circa 6 mesi lo stato avanzamento lavori… per forza, se nessuno li controlla.
E i risultati?
Ecco, vorrei mostrarvi quali sono i risultati. Fate bene attenzione al grafico nell’immagine sottostante, perché è stato ottenuto con le rilevazioni commissionate dalla società Autostrade alle 24:00 di ogni giorno per 6 mesi, da ottobre a marzo 2010, dalla centralina A3 di Rimini.
La linea rossa orizzontale è il limite di legge europeo per l’inquinamento da polveri sottili, la linea gialla è il limite italiano… a voi le valutazioni.
Immaginiamo la qualità dell’aria nelle ore di intenso traffico, nelle ore in cui i nostri bambini vanno nei 140 asili e nelle 120 scuole del nostro territorio vicine all’autostrada. Brividi.

Ora aspettiamo una risposta e una soluzione.
* V.I.A. ( Valutazione Impatto Ambientale ) e V.A.S., Decreti e Progetti
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Ora, se avete dei dubbi, guardate cosa sarebbe dovuta diventare San Giuliano Darsena:
Fonti informative reperite presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nelle pagine dedicate alle Valutazioni di Impatto Ambientale e agli atti di Decreto.

