Il MoVimento 5 Stelle chiama A.R.P.A. – A.R.P.A. rispondi!

Noi tutti abbiamo subito quell’afa asfissiante, in alcune giornate di maggio e sempre più nel mese di giugno, qui nella provincia di Rimini.
Il caldo, era il caldo, ma anche una pesantezza a cui non siamo abituati.
Un’aria pesante che percepiamo non solo come odore, ma anche come fatica a respirare.
Quello oltre al caldo in parte era il particolato atmosferico o PM.
Per convenzione e comodità infatti si usa parlare di PM10 quando si parla di particolato.
La sigla PM identifica polveri, fumo, microgocce di sostanze liquide in sospensione nell’atmosfera sotto forma di particelle microscopiche, il cui diametro è uguale o inferiore a 10 µm ( 10 millesimi di millimetro ). Il limite di questo valore è dato dalla sua misurazione. Infatti oggi siamo in grado di misurare fino al 2.5 µm ( grandezza della particella di un quarto del PM10 ) e giù a scendere fino a 1,1 µm ( circa un decimo del PM10 ).
Presupposto quindi che ‘particolato’, ‘smog’, ‘PM10′, ‘PM2.5′, ‘nano polveri’ e ‘polveri sottili’, sono praticamente tutte la stessa cosa, formata da composti diversamente assortiti, in molteplici dosi e misure, anche se di gravità diversa in proporzione al diminuire della sua grandezza, vorremmo capire almeno per un momento di cosa si tratta, poi eventualmente capirne anche l’origine, vista la presenza quotidiana di queste sostanze nella nostra vita.

Il particolato è un aggregato di sostanze più o meno dannose, diverse in misura della sorgente che le genera e diverse in base all’umidità, temperatura e pressione atmosferica. Queste sostanze sono presenti nell’aria in concentrazioni variabili a seconda della combinazione di fattori che le produce, della mescolanza dovuta a vento e altri fattori meteorologici. In pratica il prodotto della nostra operatività, disperso e riversato nell’aria e nell’ambiente circostante i siti di produzione. Una mescolanza, una miscela, un miscuglio, una mistura, di elementi che non ci è possibile vedere ad occhio nudo, ma è possibile misurare e confrontare sulla base di valori vicini allo zero negli anni passati o in aree dove non esiste lo sviluppo industriale.

Lo possiamo al massimo percepire come un odore se viviamo all’esterno delle città, quando ne percorriamo gli ingressi, oppure al ritorno dalle ferie o da una scampagnata. Ci si abitua subito a queste sostanze e a questi odori, ma ciò non significa che sia un segno di sanità. Al contrario possiamo pensare che la nostra adattabilità è frutto del nostro stesso malessere.

Come in casa nostra si raccoglie polvere, perché vi abitano esseri umani che perdono scaglie di epidermide, insieme a briciole, altre particelle di cibo, vernice dei muri, particelle dei mobili, fibre e smog, quest’ultimo che entra dalle finestre quando apriamo per “cambiare aria”, idem nel nostro ambiente si cela un’invisibile pulviscolo che è frutto di tutto quanto sopra, ma è bene determinato dai vari organismi ambientali che studiano per noi questi risultati e li confrontano con il ‘fattore di fondo’. Tale fattore è la combinazione di polveri amalgamate provenienti dalla disgregazione ambientale ( terreno, sali marini, polveri montane, degradazione degli organismi vegetali e animali, ecc. ecc. ), portati a noi dal vento, di cui solo A.R.P.A. e pochi altri ne sono a conoscenza.
Proprio al nostro supremo ente di tutela ambientale A.R.P.A. E-R ( Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Romagna ), vorremmo porre le seguenti domande, così per capire come stiamo messi, papale papale.
Da chi ci protegge il nostro ambiente ci aspettiamo la verità, ma soprattutto l’informazione. Sul sito di A.R.P.A. troviamo molteplici informazioni, ma alcune sono contraddittorie e altre mancanti, perciò abbiamo preparato questa serie di domande e chiediamo con estrema cortesia, in attesa di luglio e dei promessi dati sulla diossina, di dedicarci qualche minuto per rispondere con pochi brevi dati che stanno a cuore a molti cittadini;

  1. Che cosa sono il PM10 e il PM2.5? La nostra disamina è stata corretta?
  2. Qual’è la percentuale di presenza minima e massima nel nostro ambiente per il PM10 e il PM2.5 in relazione alla stessa quantità di aria?
  3. Quante nano polveri producono gli inceneritori e quante di queste in media sono dannose?
  4. Quale incidenza del PM10 è dovuta al traffico veicolare?
  5. Quante nano polveri producono le strade e autostrade ( per corsia magari ) e quante di queste sono dannose?
  6. Esistono dati sul contributo dell’Autostrada A14 ed A1 al totale delle polveri sottili nelle città emiliano romagnole?
  7. Come si configura la permanenza delle polveri sottili in funzione del meteo – pioggia e vento?
  8. Una ricerca di Nomisma afferma che in Italia mediamente 6.000 persone muoiono per le polveri sottili. É vero?
  9. A fronte della moltitudine di ripetuti sforamenti oltre i limiti di legge, A.R.P.A. ritiene necessario il blocco del traffico pesante sull’autostrada A14?
  10. Rimini è veramente la 30ª città tra le più inquinate d’Europa?
  11. Conoscete Patrizia Gentilini, l’associazione Medici per l’Ambiente e le loro ricerche?
  12. A.R.P.A. collabora al portale ecologia e ambiente di Wikipedia?
  13. Quanti sforamenti annui sono consentiti dall’attuale normativa alla concentrazione di particolato?
  14. Quali effetti possono generare le nano polveri al corpo umano di adulti e bambini?
  15. Come mai le centraline A.R.P.A. sono posizionate principalmente all’interno dei parchi?
  16. Qual’è il livello di inquinamento attuale?
  17. È vero che lo smog modifica il DNA?
  18. Cosa stabiliscono i test sulla mutagenesi?
  19. L’Italia è il secondo paese in Europa per investimenti sulle energie rinnovabili, esistono già dei dati sulla riduzione di nano polveri con i recenti investimenti eseguiti da amministrazioni e cittadini? L’investimento in Eolico e Fotovoltaico riduce effettivamente l’inquinamento?
  20. Rimini nel 2009 è stata la città con il minor numero di sforamenti di PM10 in regione, come è possibile che sia tra le città più inquinate d’Europa?
  21. Sempre in riferimento ai dati da voi pubblicati a proposito del 2009, come mai dai vostri studi sulla mutagenesi risulta che Rimini sia più pericolosa di Bologna?
  22. Quali risultati ha generato il monitoraggio di A.R.P.A.?

grazie dell’attenzione…

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