Un documentario che illustra gli aspetti inquietanti e i risvolti dovuti all’uso dell’acqua in bottiglia.
Se non funziona la visione qui sotto provate a guardarlo qui.
La storia dell’acqua in bottiglia, utilizza lo stile di la storia delle cose per raccontare come la domanda, costruita, induca noi tutti ad acquistare più di 7 miliardi di bottiglie di acqua ogni settimana, quando questa già fluisce dal rubinetto più fresca e più sana. In poco più di cinque minuti il docu-film esplora le tecniche dell’industria dell’acqua in bottiglia a favore dell’acqua di rubinetto. Svela i metodi di coercizione con l’uso della pubblicità seducente, a tema ambientale, per coprire le montagne di rifiuti di plastica che produce, oltre a tutte le risorse e il petrolio consumato per la produzione, la distribuzione, lo stoccaggio e lo smaltimento. Il film si conclude con un invito a ‘riprendere il rubinetto’, non solo facendo un impegno personale per evitare l’acqua in bottiglia, ma per sostenere gli investimenti in acqua del rubinetto pulita e disponibile per tutti.
Curiosità. Si dice che l’acqua in bottiglia contenga una piccolissima dose di cianuro che eviterebbe il proliferare di alghe e batteri all’interno della bottiglia, durante il trasporto e lo stazionamento nei depositi e nei supermercati.
Personalmente non credevo, per questo ho fatto un esperimento, ho messo sulla finestra 2 bottiglie, una contenente acqua di rubinetto e l’altra una comune bottiglia proveniente dal supermercato.
Il risultato è che, come naturale ci si aspetterebbe, la bottiglia di rubinetto è diventata leggermente verdognola, l’altra no.
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