Un documentario che illustra la qualità dei prodotti di largo consumo per l’uso cosmetico.
Se non funziona la visione qui sotto provate a guardarlo qui.
La storia dei cosmetici, utilizza lo stile di la storia delle cose per raccontarci come siano le aziende ad usare noi piuttosto che noi ad usare i prodotti.
Se si desidera analizzare la qualità e la pericolosità degli ingredienti contenuti nel proprio cosmetico, shampoo, dentifricio o detersivo, è possibile cercare gli elementi presso Biodizionario.it/.
Da tener presente che la legge obbliga alla compilazione di una etichetta che contenga tutti gli elementi presenti nel prodotto, senza però specificarne le dosi, questo per tutela della ricetta industriale che altrimenti diverrebbe pubblica. Ma è possibile determinare le dosi con un minimo di logica, essendo specificato nella legge che l’ordine sia in scala di quantità. Se quindi, al primo posto troviamo acqua, zucchero o Sodium Laureth Sulfate, possiamo determinare che più o meno il 50% di quel prodotto è costituito dal primo ingrediente citato e così via dividendo per due ai successivi ingredienti. In alcuni casi vicino ad alcuni componenti è citata una percentuale minima. Non necessariamente il primo componente è al 50%, magari è il 30%, ma essendo in scala di quantità il secondo componente è almeno al 29%.
Ora forse ad alcuni di noi risulterà essere molto sorprendente il fatto che il detersivo per i piatti, il dentifricio, il sapone per le mani, lo shampoo, il bagno schiuma e il bagno doccia, siano tutti uguali per il 70% della ricetta, idem siano uguali fino quasi alla fine da marca a marca. Ancor più sorprendente le differenze pubblicitarie che ci ammorbano con la qualità e le specificità “naturali” o “particolari” dei prodotti, quando in realtà si differenziano per una percentuale più vicina allo zero di quanto si creda.
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