Rimini e i Comuni Virtuosi

Rimini deve diventare il primo capoluogo di provincia che aderisce all’Associazione Comuni Virtuosi !

Come città turistica e polo culturale, ma soprattutto come nuovo modello di sviluppo, per un cambiamento radicale dell’immagine, ormai depressa, che Rimini oggi offre; occorrono scelte coraggiose, occorre individuare delle azioni  semplici, facilmente realizzabili e soprattutto concrete.

Aderire all’Associazione dei Comuni Virtuosi, rappresenterebbe per la nostra città un segnale serio di cambiamento: qualità della vita, rispetto dell’ambiente, sostenibilità energetica, città a dimensione uomo; sono alcuni degli elementi sui quali deve poggiare il processo di riqualificazione della Rimini del futuro.

Per questo motivo occorrerà prendere in seria considerazione l’opportunità che l’Associazione Comuni Virtuosi offre ad un’amministrazione “illuminata” nella direzione del vero cambiamento.

L’associazione dei Comuni Virtuosi nasce nel maggio del 2005, nella sala consiliare di Vezzano Ligure, su iniziativa di quattro comuni: Monsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE), oggi conta oltre 40 comuni sparsi su tutto il territorio nazionale (nessun capoluogo di provincia).

Riporto di seguito il Manifesto a cui si ispirano gli enti locali soci e lo Statuto dell’associazione.

Per aderire alla rete è sufficiente approvare (in giunta o in consiglio) una delibera di adesione formale con l’impegno a sottoscrivere il Manifesto e lo Statuto, e versare una quota di iscrizione annua che varia in base al numero dei cittadini residenti (per Rimini comporterebbe l’esigua spesa di € 2.500,00 all’anno).

“I Comuni che aderiscono all’Associazione ritengono che intervenire a difesa dell’ambiente e migliorare la qualità della vita, e tutelare  i Beni Comuni, intesi come beni naturali e relazionali indisponibili che  appartengono all’umanità, sia possibile e tale opportunità la vogliono vivere concretamente non più come uno slogan, consapevoli che la sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla enunciazione di principi alla prassi quotidiana.

Le finalità statutarie riguardano in particolare l’impegno a:· aspirare ad una ottimale gestione del territorio, all’insegna del principio ispiratore del “no consumo di suolo” (Opzione cementificazione zero, recupero e riqualificazione aree dismesse, progettazione e programmazione del territorio partecipata, bioedilizia, etc.);·

ridurre l’impronta ecologica della macchina comunale attraverso misure ed interventi concreti ed efficienti (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, etc.);·

ridurre l’inquinamento atmosferico promuovendo politiche e progetti concreti di mobilità sostenibile (car-sharing, bike-sharing, car-pooling, trasporto pubblico integrato, piedibus, scelta di carburanti alternativi al petrolio e meno inquinanti, nel rispetto delle produzioni agricole locali, volta al soddisfacimento dei fabbisogni alimentari delle proprie comunità e della biodiversità, etc.);·

promuovere una corretta gestione dei rifiuti, visti non più come un problema ma come risorsa, attraverso la raccolta differenziata “porta a porta” e l’attivazione di progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti (progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso, etc), in una politica che aspira al traguardo “rifiuti zero”;·

incentivare nuovi stili di vita negli Enti locali e nelle loro comunità, attraverso politiche e progettazioni atte a stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili (autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione, sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, turismo ed ospitalità sostenibili, promozione della cultura della pace, cooperazione e solidarietà, “disimballo” dei territori, diffusione commercio equo e solidale, banche del tempo, autoproduzione, finanza etica, etc), favorendo il più possibile l’autoproduzione di beni e lo scambio di “servizi”, sottraendoli al mercato per una società della sobrietà ispirata ai temi della de-crescita.”

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