Leggo l’articolo di Ivan a proposito delle recenti questioni sull’evasione. Bravo Ivan. Sono infatti pieni i tribunali di quelle storie che ritrovo tra le tue righe. Non c’è artigiano e imprenditore che conosca che non abbia avuto a che fare con gli studi di settore e non abbia imparato ad ascoltare il suo bravo commercialista sulle falsità da applicare per risultare congruo. Metodo condiviso per ovviare all’inefficienza dello stato.
Personalmente ho appena ricevuto un rimborso dal violento esattore con relativi miseri interessi a saldo dell’enorme danno: dopo 10 anni di attesa dal ricorso, di cui 5 per la firma della sentenza, nel terribile incubo di dover pagare ancora somme del genere o essere nuovamente riproposto ad affrontare prove di forza simili.
Scrivo quindi con cognizione di causa e retrogusto amaro, ma a titolo personale. Sono comunque e purtroppo certo che tali argomenti siano estremamente condivisi.
Dopo tutto quello a cui sono stato sottoposto, come me migliaia di altri professionisti e imprenditori, posso affermare senza ombra di dubbio che la democrazia non è mai esistita e che, anche per quel che riguarda il comparto finanze, in Italia regna sovrana l’imprecisione e la mediocrità. Per esempio, nel 2009 ho ricevuto il nuovo tesserino fiscale a sostituzione dell’ancor funzionale tesserino precedente che riportava RN come provincia, mentre quello nuovo riporta FO ( neppure FC ), non c’entra niente con la questione evasione è solo un piccolo esempio di coerenza dell’amministrazione [ Vedi tabella delle provincie sul sito dell'Agenzia Entrate completamente diversa in quest'altra sezione. Medesima tabella sul sito del Ministero dell'Interno e diversa in quest'altra area dello stesso sito. Dicono di rifarsi all'ISTAT, quando in realtà sul sito di questa appaio tutti altri codici. Idem su quello dell'A.C.I. a cui fa capo la Motorizzazione Civile, idem sul sito dell'Agenzia Dogane... che faccio vado avanti? no, è già disperazione. Ma siamo in mano a chi? ]. Ancor più incredibile che nell’anno 2010 non si possa ancora verificare la veridicità di un codice fiscale sul sito preposto. Insomma, sommaria amministrazione.
Nel frattempo ciò che hanno propinato a migliaia di onesti lavoratori si chiama Olio di Ricino, che si riassume per brevità in; ‘violenza e sopruso’; ‘esazione forzata dell’indimostrabile’; ‘colpevolezza fino a prova contraria’. Mi limito solo per essere magnanimo con chi legge, ma sono molto più signore con quel magnanimo governo che affama i suoi datori di lavoro.
Questo quando la maggioranza delle tipologie di lavoro ci obbliga a dichiarare tutto quanto, per forza di cose, non si potrebbe riuscire ad evadere neppure se lo si volesse, perché lavorando con le aziende è impossibile che non ti chiedano fattura.
Invece c’è stato un attacco violento al cuore produttivo della nazione, ad una specie economica, giovani aziende promettenti, artisti, artigiani, professionisti. Ecco cosa ha fatto il ministero delle finanze negli ultimi 10 anni, ha cavalcato il costruito male dell’evasione nascondendo così la reale minaccia del paese, il fisco stesso ( non nell’istituzione ma nel metodo ).
Capisco benissimo che poi qualche vero evasore si sia trovato realmente, per forza! a sparare nelle siepi prima o poi la trovi la lepre.
É lo stesso problema che ritroviamo nell’informazione: se non ci sono investigatori che indagano come fai a trovare le radici delle notizie, come fai a trovare gli evasori se non sai neppure come cercarli? Non hanno gli strumenti e questo mi sembra incredibile, dal mio punto di vista si vedono ad occhio nudo gli evasori.
Parte di ciò lo dobbiamo sicuramente a chi accusa quotidianamente l’evasione e all’ignoranza del calcolo di congruità degli studi di settore ( strumento aberrante, improprio ed incivile ), che sono entrambi problemi politici, ma buona parte del fallo nel sistema è sicuramente da addebitare ad una amministrazione che evidentemente ci tiene a nascondere i veri evasori.
Oggi posso dire con assoluta certezza, e senza ombra di smentita, che il sistema fiscale è iniquo e vessatorio solo per le aziende più deboli, i più piccoli… la maggior parte. Me lo avessero chiesto 10 anni fa, forse sarei stato dell’idea di chi si pone contro l’evasione ancora oggi, nonostante già allora devolvessi quasi il 70% dei miei introiti ad un socio che mi tastava le chiappe per controllare il portafoglio.
Sinceramente, oggi, se potessi evaderei e volentieri, non per vendetta, non per ripicca, ma perché conti alla mano resto ogni anno con il mio 40% lordo e scarso, da cui per esempio devo ancora togliere;
- le accise sul carburante;
- il 10% di IVA dal fruttivendolo;
- il pagare una tassa per il trattamento dei rifiuti per poi ritrovarsi nuovamente una indetraibile tassa sul totale e vedere sparsi quegli stessi rifiuti bruciati e dispersi nell’aria che respiro;
- il canone di una tv che non uso perché non mi informa, ma semplicemente mi uniforma rendendomi solo consumatore e non Italiano, mi globalizza e mi spegne le domande;
- il costo per la reale informazione e la vera cultura;
- le tasse del dentista, dell’avvocato e del medico, intanto me le ingoio e zitto a seconda del caso;
- le eventuali multe a tradimento per una lampadina fulminata o un parcheggio oltre i 5 minuti del parchimetro;
- i bolli per ogni minima mossa burocratica e tutto il tempo che mi fanno perdere ai vari sportelli ( tempo non retribuito, ma anzi lautamente pagato );
- non parliamo poi dei servizi che non vedo e un debito pubblico che continua a salire perché la macchina burocratica costa più di quel che produciamo, ma soprattutto molto più di quel che vale…
… escludo tutto quello che mi viene in mente ancora, perché mi ci sto già rodendo il fegato da come girano.
Insomma, ci saranno pure tanti evasori, ma a conti fatti sono felice per loro che ce l’abbiano fatta, tanto in ogni caso se quei soldi fossero finiti nelle casse delle amministrazioni, quelle che abbiamo visto nella seconda repubblica, sappiamo benissimo che fine avrebbero fatto. Mentre invece un evasore reinveste principalmente nel territorio, generando lavoro e indotti finanziari notevoli. Una specie di federalismo locale autoindotto. Altro che la ridistribuzione promessa dalla legislazione attuale.
A proposito di legislazione… se guardiamo l’Art 53 della Costituzione, questo dice:
«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.»
Semplice, lineare, disarmante, palese ed evidente come l’alba dopo il tramonto.
Questo che leggo non significa assolutamente che io sia costretto a pagare in funzione del costo dell’amministrazione, ossia che, come oggi succede, prenda come buona solo la prima parte della prima frase e devolva allo stato più del 50% dei miei introiti, escluse finanziarie di rimedio, ma anzi, leggendo con attenzione è semmai il contrario, è previsto che tolte tutte le mie spese io provveda a contribuire con una donazione tanto più ampia in ragione dei miei guadagni. Era tanto semplice che l’hanno ribaltata e nessuno si è mai opposto. Non discutiamo poi sul fatto che questo metodo, danno gravissimo alla nostra tutela, sia poi stato applicato anche per tutti gli altri articoli della costituzione.
La illustro meglio, evidenziando il succo dei due concetti – i miei introiti non sono i miei guadagni – io sono tenuto a contribuire sulla base dei miei guadagni. L’imponibile invece viene oggi costruito sulla base dei miei introiti e detassate solo alcune delle spese sostenute, in forme e percentuali diverse a seconda della valutazione data alle spese. Assolutamente inconcepibile.
Comunque, come avviene a livello contributivo per le aziende dove ogni spesa deve essere documentata ed è quasi tutto detraibile ( già questo ‘quasi tutto’ è strano ), ciò dovrebbe essere ancor più vero anche per i singoli soggetti deboli, le persone fisiche e le comunità familiari. Quindi poter detrarre il dentista, la spesa, le utenze, lo sport, la cultura, l’informazione, ecc.
In pratica, nella normativa di legge, agganciato a questo articolo ci sono migliaia di norme che poi di fatto ribaltano la dicitura.
La normativa dovrebbe tutelare il bene del cittadino, imponendo un eccelso rigore alle spese della macchina amministrativa e favorendo lo sviluppo economico e sociale, mentre oggi avviene il contrario e al cittadino viene chiesto di contribuire a costi e sprechi senza permettergli di sopravvivere con decenza, ma soprattutto senza consentirgli di verificare le ragioni di costo, come democraticamente dovrebbe essere. Oltretutto in cambio non vengono forniti quei servizi di base che sono il succo di una nazione promettente alla prosperità, come il diritto al lavoro, il diritto alla casa, il diritto alla salute, il diritto alla propria dignità, ossia non esistono solo doveri nel senso di pagare le tasse e comportarsi da bravo cittadino, zitto e buono, la bilancia deve essere equa e allineata, se non addirittura spostato l’ago verso il cittadino. Attualmente non è così, la bilancia è nettamente a favore delle amministrazioni e questo purtroppo sembra normale a tutti, lo vediamo per esempio nella recente questione del Pal[l]acongressi, una società privata investe per aziende private ed è nuovamente la cittadinanza a dover rischiare di pagare per gli errori e gli sprechi dell’amministrazione. Personalmente a me in tutto questo viene da pensare che in fondo ce lo meritiamo, visto che nessuno si oppone, è lampante come si evidenzi un errore grossolano, non può essere così la democrazia perciò è evidente che qualcuno ne sta approfittando.
É ovvio e palese perciò che il problema non è solo nelle normative fiscali che non si rifanno all’art. 53, nello specifico tutto l’apparato legislativo del merito è inconstituzionale se paragonato all’articolo seguente, l’art. 54.
É quindi estremamente giusto pagare le tasse, un atto dovuto, una responsabilità civile, uno dei primi valori del cittadino nei confronti del resto della popolazione, ma gli amministratori dovrebbero essere i primi a rispettare le leggi che governano questo paese e l’attuale normativa fiscale non contempla assolutamente il rispetto del cittadino, come del resto la quasi totalità delle leggi attuali non rispetta il benessere del popolo che dovrebbe tutelare.
Sarà per questo che c’è così grande timore ad inserire la procedura di Class Action anche per la Pubblica Amministrazione.
Insomma, alla fine di tutto la proposta qual’è? Semplice: la questione dell’onestà non è solo il pagare le tasse, ma anche proporre un equo ammontare e un corrispettivo in servizi che consenta di vivere degnamente a chi ti paga lo stipendio.
Invece oggi vedo solo;
- persone che passano mesi nelle liste di disoccupazione
- cassa integrati senza un futuro certo
- anziani senza un posto dove passare i loro ultimi giorni in serenità ed armonia come dovrebbe essere, ridotti solamente a contributori dell’economia
- persone che percepiscono stipendi da favola senza tutelare assolutamente chi li paga, ma anzi che curano interessi propri o privati, del cerchio ristretto di amicizie ( in economia questo significherebbe fallimento certo )
- razzismo di governo
- mancanza di investimento nelle nuove generazioni, anche questi abbandonati a loro stessi
- spreco di risorse infinito, sia del territorio come della natura
- mancanza di tutela della salute e dei diritti umani
- irrispettosità della sacra costituzione
- un’amministrazione certamente fraudolenta e sporca di dubbiose infiltrazioni
- … devo continuare?
Solo un commento mi si può estorcere invece da tutto questo: vaffanculo!!
Chiedo perdono per lo sfogo, ma sono sempre stato magnanimo.

